Le PAROLE di Francesca Vivenzi.
- Armando Dicone
- 7 ott 2024
- Tempo di lettura: 2 min
Francesca Vivenzi è la coordinatrice del think tank politico-apartitico “Generazione Telemaco”. Francesca ha 19 anni, ama la Politica e da poco si è iscritta all'Università di Brescia.

-Cara Francesca, da dove nasce la tua grande passione per la cittadinanza attiva e per la Politica?
Ho sempre provato attrazione per il mondo delle istituzioni e dalla politica, in tutte le sue declinazioni e ambiti.
A nove anni vedevo il premier Matteo Renzi in TV e sognavo di lavorare da grande a Palazzo Chigi... è una parte quasi innata di me, impossibile da nascondere!
È la passione che ha accompagnato la mia crescita, intrecciandosi con essa e determinando la persona che sono e che diventerò.
È chiaro che l'impegno di mio padre nella politica locale e nel PD giocò un ruolo importante, ma non più dell'impatto che ebbero su di me determinati fatti.
Ciò che trovo così affascinante nella politica è l'idea che dia gli strumenti per far succedere le cose, per creare cambiamenti nella vita delle persone, oltre a proteggerle da rischi enormi di cui molto spesso nemmeno sono a conoscenza.
-Quali sono le attività di “Generazione Telemaco” e qual è la vostra mission?
Generazione Telemaco è un nuovo think tank politico apartitico di orientamento liberale, nato dall'esperienza mia e di Francesco Panzani come allievi della scuola "Meritare l'Europa".
Siamo un'entità giovane e in divenire, che affronta difficoltà innegabili nel realizzarsi, ma nonostante tutto la partecipazione ottenuta fin ora mi impedisce di perdere la motivazione.
La nostra mission? Attraverso gli incontri online puntiamo a creare spazi di dialogo costruttivo tra cittadini, in merito a questioni concrete di politica e attualità, al fine di elaborare istanze e proposte, anche attraverso la collaborazione con realtà più grandi e avviate della nostra, ed il contatto con rappresentanti delle istituzioni.
Vogliamo essere un pensatoio, un vivaio di idee inclusivo e lontano dall'autoreferenzialità...
-Sei entrata da poco nel mondo universitario e sicuramente avrai affrontato, con la tua famiglia, il problema del “caro affitti”. Come possiamo garantire il diritto allo studio?
Non è un caso che io abbia deciso (insieme ai miei genitori, come è giusto che sia) di studiare nella mia provincia, a Brescia.
Io ho la grande fortuna di non essere obbligata a spostarmi per frequentare la facoltà che ho scelto, ma purtroppo non per tutti è così.
Una delle più forti convinzioni che sto sviluppando è che la missione principale di uno Stato virtuoso sia quella di mettere ogni persona nelle condizioni di esprimere tutte le proprie potenzialità, incentivandola nell'inseguire i suoi sogni e nel ricercare la felicità. Poche cose creano valore aggiunto come investire nella formazione universitaria.
Il PNRR prevede la realizzazione di 60mila posti letto per studenti universitari entro il 2026 e sembra che il governo (con il MUR) abbia finalmente iniziato a muoversi. Speriamo!
Grazie Francesca.
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