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La parità di genere nella politica italiana.

di Valeria Frezza.


Valeria Frezza è una insegnante di francese, attivista di "Forum al Centro", molto impegnata nella campagna social contro la violenza sulle donne e per la parità di genere.



Finalmente, dopo tanti anni di ritardo rispetto ad altri paesi, anche in Italia nel 2022 viene nominato il primo presidente del consiglio di genere femminile,  Giorgia Meloni, già leader del partito Fratelli di Italia, facente parte della coalizione conservatrice di centro destra a discapito di quella progressista che in tanti anni di governo non è mai riuscita a fare, tanto che poi il Partito Democratico, ha eletto la prima segretaria donna, Elly Schlein.


Chiaramente, attualmente, il punto di forza maggiore delle donne è rappresentato dal partito di Giorgia Meloni, che assieme al Ministro del Lavoro Calderone e del Turismo, Santanchè e Casellati (Riforme), Roccella (Famiglia), Bernini (Università), Locatelli (Disabilità) detengono le cariche più importanti.


Nonostante ciò, il ruolo delle donne presenti nelle istituzioni risulta ancora molto limitato sia in termini di rappresentanza che per incarichi ricoperti tanto che il punto di forza delle donne risulta attualmente solo il 27,9% e la maggior parte del potere decisionale è ancora nelle mani degli uomini.


In parlamento dei 623 parlamentari eletti  (considerando anche i membri dell’esecutivo che non sono stati eletti alla camera o al senato) solo 209 sono donne, cioè il 33,6%.


Praticamente, quindi, in tutte le formazioni politiche il peso delle donne risulta nettamente minore degli uomini.


Andiamo quindi ad analizzare il contributo delle donne all’interno dei partiti tenendo conto della rappresentanza ed incarichi che attualmente esprimono: al primo posto troviamo Italia viva (50,67%) dato che la forza complessiva di questa formazione è pari all’1,5% e l’apporto delle donne vale lo 0,76% poi seguono Movimento 5 stelle (43,82%) e Alleanza Verdi-Sinistra (41,18%). 


Per la parità di genere il quadro risulta in salita e irto di ostacoli soprattutto a causa di una mentalità maschilista, a tratti anche misogina, diffusa nel nostro paese tanto che la parità di genere si posiziona solo all’87° posto su 146 paesi nel Global Gender Gap Index 2024, con un punteggio complessivo di 0,703 (nel 2023 era al 79° posto).

L’Italia, inoltre, si colloca: al 111° posto per quanto riguarda la partecipazione economica e le opportunità; con una percentuale di donne in posizioni di leadership pari a 38,7%, si classifica al 102° posto, al 56° posto raggiungendo quasi la parità completa nel livello educativo al 94° posto per la salute e la sopravvivenza, al 67° posto per il potere politico dove si evidenzia la necessità di miglioramenti nell’accesso delle donne alle posizioni di potere.



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Armando Dicone

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